On Fillmore

2000
Chicago, IL, Usa
Avantgarde

...è il caso di Glenn Kotche, batterista di uno dei gruppi faro del nuovo rock alternativo americano, i Wilco. Kotche diventa membro effettivo della band a partire dal disco Yankee Hotel Foxtrot, nel 2002, e accanto a questo impegno per così dire “primario” (almeno in termini di visibilità e di vil pecunia), fin da subito, accosta un fitto carnet di collaborazioni e di progetti solisti. Fra questi spicca senza il dubbio il duo denominato On Fillmore che Glenn Kotche ha fondato nel 2001 – prima della sua entrata nei Wilco dunque – con il contrabbassista Darin Gray (altro musicista mobile e onnivoro, già con i Brise-Glace, i Dazzling Killmen e spesso impegnato con Jim O’Rourke). Kotche e Gray si sono incontrati per la prima volta in occasione del festival Meltdown di Londra, edizione 2000, suonando a fianco di Jim O’Rourke. Da allora i due hanno inciso quattro dischi, fra cui la colonna sonora di un film del regista J. T. Petty. L’ultimo lavoro, Extended Vacation, è stato pubblicato nel 2009 dall’etichetta Dead Oceans, cinque anni dopo il precedente Sleep with Fishes. On Fillmore è un duo parecchio ispirato che ha trovato una sua precisa sonorità e un proprio ambito di competenza in una sorta di exotica anni ’60 di carattere però assai più ombroso e quasi decadente. Piacevolissima all’ascolto, notturna e sperimentale, ovattata ed esoterica, è una musica che vive del felice impasto di vibrafoni, glockenspiel e percussioni, ai quali si contrappuntano qua e là i suoni della natura o del mondo animale (Dede Sampaio, il percussionista jazz brasiliano, è ospite in alcuni brani, e con i suoi discreti ma incisivi interventi contribuisce non poco a creare ulteriore spaesamento e a sottolineare l“effetto giungla”). Bello. Decisamente bello. Un’esperienza sonora che ci catapulta in una dimensione d’ascolto lontana anni luce dal tumulto del quotidiano, ma che non manca, qua e là, di infrangere regole e compunzioni per liberare un’energia sotterranea di cui non l’avremmo sospettata capace.
Corrado Antonini