Oxbow

1989
San Francisco, CA, Usa
PostPunk
Noise

Gli Oxbow di San Francisco, guidati dagli spaventosi gemiti del cantante Eugene Robinson, hanno architettato un folle collage free-form di strumenti atonali (in particolare la chitarra di Niko Wenner), voci farneticanti, rumore, energia punk, vistosità heavy-metal, storie truculente e stupidaggini belle e buone, come è possibile ascoltare su Fuckfest e soprattutto su King of the Jews, con le lunghe tracce Woe e The Balls In The Great Meat Grinder Collection, un glorioso duetto con Lydia Lunch.

Questo pesante miscuglio tra i primi Birthday Party e Lubricated Goat e Captain Beefheart ha portato al demenziale punk-rock iper-acido di Let Me Be a Woman e soprattutto di Serenade in Red (SST, 1996). Dopo una lunga pausa, la band ritorna con il sub-blues di An Evil Heat (Neurot, 2002), che include la coda di 32 minuti Glimmer Shine, un concentrato di musica concreta per chitarra distorta e groove moribondo. Love That's Last (Hydra Head, 2006) raccoglie pezzi inediti e precede il ritorno della band The Narcotic Story (Hydra Head, 2007), un’altra escursione infernale attraverso una forma di blues selvaggiamente deteriorato e lungo lo straziante flusso di coscienza di Eugene Robinson, con dinamiche post-rock, archi e pianoforte. Il cantante degli Oxbow, Eugene Robinson, pubblica un doppio album, lo spoken-word Fight (Hydra Head, 2008).