Amur

Taras Bul’ba è tornato dalle steppe sconfinate ancora più spaesato e imbestialito, ignaro di generi e correnti, come sempre sconnesso e gutturale; più che mai affetto da una cupezza incurabile e innaturali slanci d’entusiasmo, trascinato e corrotto da voci remote, bofonchia e rimesta in una sperduta fucina tellurica, smembra e macella brandelli di hardcore e psichedelia, lacera e ricuce putridi scampoli di blues sepolcrale e funk industriale, sogna e si agita in bolle narcotiche ambient e dark, sbuffa rincorrendo calcoli di math minimale mentre erige inarrestabile il fatiscente catafalco di Amur

Codice: wal156
Dicembre, 2012
CD
8
43