Clan

Graditissimo il ritorno dei trentini Hutchinson. A tre anni e mezzo da “Sitespecific for orange squirrel”, il quartetto che si esprime con la brillante miscela funky-noise-math torna a farsi vivo con “Clan”, terzo lavoro, costitutivo da otto brani compatti e ottimamente articolati. Se squadra che vince non si cambia, ecco spiegata la riconferma dell’incommensurabile Fabio Magistrali in cabina di regia e la collaborazione di Manuel Marocchi che di tanto in tanto dà il suo contributo con gli innesti di sax. In poco più di mezz’ora gli Hutchinson comunicano la loro voglia di esprimersi con ritmi frenetici e sempre in corsa. In “Clan” sono rarissimi i momenti di rilassamento, perché il quartetto è sempre in corsa, rigorosamente strumentale. Dopo dodici secondi di tensione, parte “Il tigre”, nel quale si intravedono accenni di scarno e sostanzioso progressive, con la solita base funky- math. Si prosegue con “Aton ama” dove i trentini riescono ad essere molto più caldi dei Battles. In “Cinghios” il funky tribale ed elettrico lascia lentamente, progressivamente ed inesorabilmente il posto ad un noise orchestrale, giungendo a vette mai raggiunte neanche dai Don Caballero. “Linfame” ha una circolarità scoppiettante nella quale sono del tutto annullati i confini tra math e funky. In “Gnuh entry” si torna alle tendenze progressive e nella conclusiva “Dood” riecheggiano i primissimi Red Hot Chili Peppers, grazie alla frenesia costante in tutto il brano. L’attesa di quasi quattro anni per un nuovo album è stata ripagata in maniera assolutamente soddisfacente.
Vittorio Lannutti, RockOn

Codice: wal124
Marzo, 2010
CD
12inch LP + CD
7
31