Incisione

Pur variando anche parecchio tra di loro, con pochissime eccezioni tutte le proposte di casa Wallace hanno una caratteristica comune: quella di presentarsi inizialmente come ostiche, ma di fornire, ascolto dopo ascolto, numerosi spunti interessanti, riuscendo sempre a non cadere nell'onanismo fine a se stesso: un rischio che in un ambito come quello della "sperimentazione" è dietro l'angolo. Non fanno eccezione a questa regola aurea i Taras Bul'ba (il nome è quello di una novella di Gogol'): al primo ascolto, i ventisei minuti di "Incisione" suonano duri e aggressivi, cattivi persino, lasciano poco spazio per respirare, travolgono senza troppi complimenti e, sovente, fanno male; però, una volta terminati, viene voglia di risentirli, di sottoporsi nuovamente al trattamento. E così, lentamente, si arriva ad apprezzare l'equilibrio tra una fisicità incontrollabile e un lavoro di fino su suoni e sfumature [grazie anche alla collaborazione con Fabio Magistrali], tra una sezione ritmica tellurica e una chitarra che si muove su territori mai banali o anche solo lineari, con il contorno di tutta una serie di voci campionate a rendere l'ambiente ancora più sinistro e apocalittico. Muovendosi in una terra di mezzo tra sfuriate [post] metal, math rock alla Don Caballero, cavalcate schizoidi alla Primus e velati accenni di psichedelia, il trio non scende a compromessi e crea scenari tanto inquietanti quanto ricchi di fascino, a partire da quella "Morder (unter uns)" della quale esiste anche un riuscito videoclip.
Aurelio Pasini, Il Mucchio Selvaggio

Codice: wal060
Maggio, 2005
CD
CD + DVD
8
26