Marmo

Oggi, la particolare formula appare potenziata e più a fuoco, con una maggiore coesione tra le varie componenti e un tiro più calibrato, soprattutto nel bilanciare potenza di fuoco e aperture spaziali, tensione e dilatazione della scrittura, a sottolineare come questa componente non sia un semplice “in più”, ma una struttura portante del DUNE pensiero. Non a caso, la formazione ha scelto di reinterpretare il brano dei Pink Floyd “Astronomy Domine”, già omaggiato dai Voivod nel seminale Nothingface (1989), a stabilire un legame (voluto o inconscio?) con una delle band che meglio ha saputo trapiantare le pulsioni psichedeliche nella scena estrema. Ma è nei brani propri che i DUNE riescono a stupire maggiormente, con un linguaggio tanto difficile da inquadrare, quanto personale nella sua capacità di stabilire una miscela particolare e dalle coordinate ben definite. Indispensabili, a tal fine, appaiono le vocals, convincenti sia quando si presentano ricche di pathos e appaiono come le urla di un naufrago in lotta per emergere tra le note, sia quando si fanno sussurri degni dei vaneggiamenti di un folle rinchiuso in una cella imbottita (cfr. “Supernova”). Ciò che separa i DUNE dagli altri è anche la capacità di mantenere una linea narrativa (o meglio di tenere in vita il continuum) pur nel mutare pelle e nel toccare differenti lidi stilistici, tanto che l’ascolto fluisce con i brani che scivolano l’uno nell’altro. Anche di fronte a drastici cambiamenti di umore, tra i capitoli non si avverte mai una cesura secca, quanto un semplice cambio di inquadratura a cogliere la scena da un’angolatura differente. Il nuovo parto dei DUNE rappresenta l’ennesima dimostrazione di come nel sottobosco italiano battano cuori ben più rumorosi di tante realtà costantemente sotto i riflettori, cuori che andrebbero sostenuti con maggiore coraggio e ben più calorosamente, senza doverne necessariamente fare un culto per la solita élite di iniziati. La lista delle label coinvolte nella realizzazione di questo lavoro, del resto, parla da sola e vale come vera e propria garanzia a copertura totale. Per chi volesse saggiare la veridicità di quanto affermato, o semplicemente accostarsi all’universo sonoro dei Dune
Michele Giorgi, Audiodrome

Codice: wal141
Marzo, 2011
10inch LP
8
22