Mr.Bore

Per prima cosa fate partire il lettore cd, andate indietro col minutaggio della prima traccia di quattro minuti e trenta secondi e gustatevi una versione rocciosa di clear spot del sommo Captain Beefheart, dopodiché siete pronti per ascoltarvi il nuovo disco dei Satantango, gruppo nato per celebrare la memoria di Stiv Livraghi e Alessio Zagatti e l’amore, mai sopito, per il rock e il blues. Quello di Livraghi è ben più di un ricordo: la si può considerare una presenza a tutti gli effetti, dal momento che i testi sono liriche che egli stesso scrisse (di cui sono riportate le traduzioni in italiano) e che dimostrano, una volta di più, come, oltre ad essere un frontman d’eccezione fosse anche un ottimo autore. Per quanto riguarda la musica, “Mr. Bore” si segnala come il disco più legato alle radici del rock americano e se vogliamo più ‘normale’ del catalogo Wallace; ci mancava un prodotto di puro rock’n roll nel palmares dell’etichetta di Mirko Spino (certo c’è stata la pubblicazione di “you kill me” degli One Dimensional Man, ma si trattava della sola stampa in vinile del disco) e i Satantango sopiscono a questa mancanza con un lavoro a tutti gli effetti ineccepibile: liriche, come dicevamo, che toccano sprazzi di poesia, una produzione eccellente e canzoni dal punto di vista strutturali ben studiate e suonate e con interessanti trovate soniche (alcuni finali di canzone e la conclusiva rock’n’ roll, paradossalmente la meno ‘rock’ del lotto, eccetto l’ultimo minuto, emblematico, di cui parlerò tra qualche riga). Sebbene aleggi il ricordo degli amici scomparsi (c’è anche un pezzo dedicato a Mark Sandman dei Morphine) il disco è tutt’altro che oscuro e umorale; pezzi come Mr. bore, la cover dei Devo the Robe song, Night of the soul, Excitement (che ricorda molto le Slits nella voce) e soprattutto il sorprendente frammento finale con la ripresa di Blank Generation di Richard Hell & The Voidoids, sono lì a testimoniare l’impulso positivo, spensierato ma non superficiale del rock e della carica di ironia che si porta appresso, nonché la voglia di combattere e di esserci ancora.

Alfredo Rastelli, Sands-zine

Codice: wal053
Novembre, 2004
CD
13
42