RrrrUuuuNnnnIiii

Il disco della maturità. Lo si dice di tante band con anni di esperienza alle spalle e, nel caso dei R.U.N.I., noi stessi vogliamo concederci questa uscita.
Se di maturità si deve parlare preferiamo declinarla nei termini della consapevolezza. Siamo di fronte ad un gruppo che ha piena coscienza dei propri mezzi; un gruppo che ha saputo rinnovarsi restando sempre se stesso. Un filo rosso lega Nessun Paradosso del 1998 al nuovo RrrrUuuuNnnnIiii. In molti sono partiti, in pochi sono rimasti. Sembrerà spietato, ma la qualità della musica dei R.U.N.I. è cresciuta in modo inversamente proporzionale all'assottigliamento dei membri. RrrrUuuuNnnnIiii mette le cose in chiaro da subito: L'uomo che morisse due volte ha un attacco kraut energico e deciso; il messaggio è chiaro: si sta per masticare rock'n'roll nella sua versione più carica e creativa. I R.U.N.I. ripercorrono le loro matrici stilistiche lasciandoci a bocca aperta con alcuni brani in grado di spiazzare chi ascolta: la morbidezza e delicatezza di Pitoni a Miami, per non parlare poi del brano apparentemente più distante dal loro repertorio I-205 in Ascona (con la alla voce partecipazione di Mae Starr dei Rollerball), carico di riverberi ed atmosfere soffuse ed oscure.
Per certi versi RrrrUuuuNnnnIiii sembra sconfinare verso sonorità e tecniche già sentite in Ipercapnia in capannone K: alcune atmosfere meno solari (non oscure, solo meno solari) ed un certo gusto per la suite o session che dir si voglia; i pezzi sono più dilatati, giocati a metà tra il gusto per la reiterazione e la "frenesia" di composizioni ed arrangiamenti in grado di far mutare forma ai brani durante l'ascolto. La freschezza del precedente Fula Fular Fular si ritrova in brani come Albero o Pranzo da Dio.
I R.U.N.I. hanno un talento "pop" come pochi altri, hanno un gusto per la ricerca sonora e per la "sporcizia" funzionali alla perfezione di ogni singola traccia. Riescono a manipolare il rumore e a trasformarlo in melodia, vedi (o senti) W su tutte. Accogliamo, inoltre, con grande piacere il "piccolo" omaggio alle proprie origini (di Roberto Rizzo) nel brano cantato in siciliano Il ballo del quaquaraquà; ci mancava. "[...] mi sento un po vecchio" cantano in Pranzo da Dio; noi, dopo l'ascolto, non riusciamo a crederci. L'ennesima conferma da parte loro, l'ennesima constatazione che ogni nuova uscita dei R.U.N.I. è un passo avanti rispetto alla precedente... e ci ritroviamo ancora una volta a riperterci: questo è il miglior disco che abbiano mai registrato.

Codice: wal132
Gennaio, 2010
CD
12inch LP + CD
10
46