Sitespecific for Orange Squirrel

Anticipato da un accattivante cover in puro style funk anni ’70, e da un artwork a modo di doppio vinile apribile (da qui anche la scelta del doppio cd, al prezzo di uno chiaramente, quando tutto sarebbe entrato facilmente in un unico supporto), i The Hutchinson ritornano in pista dopo alcune uscite semi-ufficiali. Personalmente li conosco per la loro partecipazione alla mastodontica compilation (6 cd) pubblicata dalla stessa Wallace nel 2005, di cui la band apriva l’ultimo volume con una cavalcata a metà strada tra alcune produzioni Constellation (Fly Pan Am et similia), beat di casa Morr music ed elettronica gentile. La versione 2006 dei The Hutchinson, vede il trio allargarsi a quartetto e una musica più compatta e aggressiva (hard-rock in definitiva), dalla ritmica krauta e non esente da cambi radicali di direzione e velocità (Copico), infarcita di incursioni elettroniche ‘space’ e di fiati e tastiere quasi in stile backxploitation (5ta;Parabellum). Questo tipo di sonorità, sia generate da un rullo di batteria o da un ritmo di chitarra (Zug reloaded), marchiano le canzoni del disco che assumono contorni di cavalcate rock tra lo space e il psichedelico. Gli anni settanti la fanno da padrone, sia nei rimandi al funk (la prima parte di Stutch), sia nella psidechelìa ricercata (la seconda parte di Stutch, Part-one e Part-two), il tutto supportato da un’ottima distribuzione del tempo e del ritmo (Copico). È davvero una sorpresa questo “Sitespecific for orange squirrell”, così radicato com’è indietro nel tempo senza mai essere retrò o peggio ancora anacronistico. In questo periodo in cui tutti si danno un gran da fare per spolverare e scimmiottare musiche new wave anni ‘80, il sound degli Hutchinson rischia di risultare addirittura una (gran bella) novità.
Alfredo Rastelli, Sands Zine

Codice: wal077
Dicembre, 2006
2xCD
8
47