Tornare nella Terra

" [...] un disperato diario dell'anima che indaga alle radici della condizione umana. Capolavoro." “ Quali radici si afferrano, quali rami crescono su queste rovine di pietra? […] E l'albero morto non dà riparo e il canto del grillo non dà ristoro e l'arida pietra non dà suono d'acqua. ” (Thomas S. Eliot) Dalla vita morte, dalla morte vita. E dentro la terra. Vita e morte nella terra. La terra che non battezza ma genera terribilmente, abitandosi d'insetti e residui di rami; nutrendosi di carcasse e disseccamenti. “ Voglio uccidere ed essere ucciso / voglio combattere ed essermi nemico ”: origine e sepoltura, da vita morte da morte vita: non solo primo inizio e ultima fine ma trasformazione di uomo in un altro sé stesso: “ scorrere: una foce ad estuario / di tempo in tempo / di questo in altro ”. “ Come per inerzia crepi così per inerzia vai / e tutto ricomincia anche se non sai dove porta ”. La terra che non è suolo , che non è direzione, che non è fango di materna accoglienza: la terra secca che riecheggia il battito primordiale del cuore/tamburo, fine dopo inizio, inizio dopo fine, in “ giorni assurdi a bersi il cervello vomitare nello specchio ”; la terra blues maledetto e primordiale che scava, denuda, peggiora: “ il mio amico gionniuolcher l'ho ridotto male / lui ha ridotto abbastanza male me ”. “ Voglia di contatto / qualche cosa di vivo ”. La terra che non sta in cielo, che non vola, che non è uccello ma “ si rivela un verme / come ogni cosa al mondo viva ”: l' humus , l'uomo. Un essere di vita-morte-vita senza suolo che “ chiede devozione in nome di niente” perché sta nel Niente . Ma è “ alto nel sentire ”, prega e ricerca: “ risalirai mai a dirmi di non avere paura / soffierai mai qualche cosa di vero ”. “ Aprimi e accoglimi / donna senza nome / dammi la tua voce / che io possa bere l'insensatezza dell'esistenza dalle tue labbra ”. Allora la terra è tutto : tragicamente, oscenamente tutto. Bisogna tornarvi, ri-prendere coraggiosamente coscienza, “ perché dire / può essere solo come / tornare nella terra ”, e scovare la buia luce di un'unica verità: la vita trascorre, cambia senza rispondere, infetta gli uomini: “ tu non capisci e sorridi e pensi che io sia malato / io sono malato ”. E rilascia inebrianti speranze fatte della sua stessa terra: “ sarà dolce cantare vecchie canzoni e non seguirne il senso / solo di una ”. I dieci blues arcaici di “ Tornare Nella Terra ” dei Bachi da Pietra raccontano tutto questo. Senza scampo, diretti alla gola e alle viscere; con parole fruscianti in bocca, una batteria monca, una chitarra e poco altro. Vi metteranno a ferro e fuoco.
MusicBoom Luca Barachetti

Codice: wal069
Maggio, 2005
CD
9
44