Two Feathers

Ma sì, stavolta partiamo dalla fine. Senza farla troppo lunga col proverbiale “ogni fine è un nuovo inizio” ascoltiamo Spool, traccia finale del nuovo album del collettivo di Portland e lì ci si chiarisce tutto, o quasi. I Rollerball vengono da un altro pianeta e Spool è il portale attraverso il quale ritorneranno lassù, in qualche sperduto ed evoluto pianeta, lontano anni luce da questa nostra Terra così ottusa e miope. Sette minuti abbondanti di droning alieno che sembra la rielaborazione di onde radio perse nel vuoto del cosmo. Letteralmente. Un gioco, ovviamente, il nostro, perché 15 anni e quasi altrettanti dischi dopo l’inizio di una carriera sfavillante e giocata costantemente a livelli altissimi è inutile mettersi lì a tentare descrizioni o elaborare definizioni che non siano la solita accozzaglia di aggettivi tronfi e ritriti. I Rollerball sono loro stessi, da sempre e per sempre e Two Feathers non sfugge alla regola. Punto e basta. Hanno dalla loro la capacità (a questo punto legittimamente ultraterrena) di costruire canzoni che sono minisuite iridescenti, piccoli microcosmi sonori in cui trova degno alloggio ogni genere musicale (psych, jazz, rock, avantgarde) concepito dall’uomo e messo in scena da un combo di grandissimi artisti. Umili e normali, ma con una immensa capacità nel creare sogni in musica. Cosa ben evidente nel dvd allegato che mostra spezzoni di live, qualche video, un mini-film dal titolo Two Brunos (con Ronin e Ovo in giro per l’Europa) e una splendida improvvisazione collettiva con Jacopo Andreini dal titolo Jacopo’s House. Il problema di fondo è che la maggioranza degli umani purtroppo non ha i mezzi per comprendere la Bellezza che i Rollerball sistematicamente pongono di fronte a occhi e orecchie.

Stefano Pifferi, SentireAscoltare

Codice: wal128
Novembre, 2009
CD + DVD
12inch LP + CD + DVD
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54