Uno Scoiattolo in mezzo ad un’Autostrada

La formazione si è aperta a diversi elementi esterni, trasformanda l’iniziale quartetto in una sorta di laboratorio, frequentata tra gli altri dal fantomatico Signor k. Dopo il violento jazz gotico di Frammenti di durata e la sua frantumazione in Ruote che girano a vuoto, il terzo album degli Anatrofobia rappresenta il punto della sacrosanta sin tesi. Uno scoiattolo in mezzo a un’autostrada mette le carte in tavola subito: La Torta, sette minuti di incombenza come se i Melvins avessero instaurato un culto jazz, un essere le cui funzioni vitali si dissociano e riaggregano per innesti obliqui, agguati e buiezze. Dunque respira ed è ottimo, perchè se il precedente lavoro mostrava diversi contatti con la destrutturazione degli Starfuckers, a differenza di questi gli Anatrofobia non si sono spinti in un intellettualistico autoannullamento e, in definitiva, nell’inutilità del suonare. La forza che dimostrano in Uno scoiattolo in mezzo a un’autostrada è la maturazione di corpo-mente-cuore, che con disciplina emerge tra gli sconvolgimenti della fonia e le siderali risonanze elettroniche; può essere anche popolare, come accade nel raga Caduti in libertà da cui affiora come un detrito Fischia il vento, o nelle cover che cristallizzano un ricordo di jazz (Re: person I knew) e di rock (West Germany). Nel tempo in cui l’arte va incontro alla vita e diventa difficile distinguere un brano musicale da quando lavori in fabbrica, può essere anche semplicemente il batticuore di un essere relativamente piccolo che attraversa uno spazio di asfalto dove corrono all’impazzata entità relativamente grosse. Questo sapersi organismo vivente e l’inevitabile senso della tradizione che porta in sè, il gesto di fare musica, li lega a doppio filo agli Henry Cow e alle operazioni della Tzadik. La tradizione, ovvio, ognuno la sua. Cosa che molti destrutturatori oggi hanno perso di vista e che rende gli Anatrofobia comunemente unici nel loro percorso, così preciso nel suo riscriversi e soprattutto (soprattutto) perfezionarsi.

Blow Up

Codice: wal012
Marzo, 2001
CD
11
60