Six Minute War Madness

da 1992 a 2002
Milano, Italy

I Six Minute War Madness si sono formati nel gennaio 1992. La formazione originale era composta da Federico Ciappini (voce), Paolo Cantù e Xabier Iriondo (chitarre), Massimo Marini (basso) e Daniele Misirliyan (batteria). La loro prima uscita discografica è il 7 pollici Holy Joe/Evensong del settembre 1993, con l'etichetta Blu Bus. Il primo album, l'omonimo Six Minute War Madness, è del 1996: per il loro primo album i Six Minute War Madness a differenza di quanto fatto in precedenza, cominciano a cantare in italiano, e così continueranno a fare per tutta la loro attività.

Il secondo album, Il Vuoto Elettrico, esce nel 1997 con l'etichetta milanese Jungle Sound. Nel 1999 la line up del gruppo cambia: Daniele Misirliyan viene sostituito alla batteria da Jack Fontana, e viene inserito il tastierista Fabio Magistrali, produttore musicale e coinvolto con Cantù e Iriondo nel progetto A Short Apnea.

Con la nuova line up nel 2000 esce l'ultimo album ufficiale della band, Full Fathom Six.

I Six Minute War Madness si sciolgono definitivamente nel 2002.

Full Fathom Six

wal125
Dicembre, 2009
2xCD
39 tracks
99 minuti

Ristampa deluxe per i Six Minute War Madness, band che rappresentò lo stato dell’arte, durante i ’90, in quel di Milano. Della partita facevano parte anche Xabier Iriondo e Paolo Cantù, poi confluiti negli altrettanto memorabili A Short Apnea (vedi recensione 100 dischi 2000-2010). Lo stile è un lavoro di cucitura raffinato, diviso tra basslines postpunk, che ricorda certi Sonic Youth, e acrobazie a mezz’aria della Chicago post rock. Ritagli di suono intrappolati nel nodo di circolarità minimali. Tremiti prima dello schianto. Voce-scazzo-colloquiale Mark E. Smith. Traiettorie sghembe e macilente che si disintegrano per riassemblarsi altrove. Sapori veri. Perché tutto cambia, muta, si espande ad ogni battito di ciglia, pur rimanendo in linea con le esigenze del cuore. Difficile non riconoscerne le qualità. E per di più oggi, a undici anni di distanza dalla sua prima apparizione. All’album, impreziosito da un live al Bloom di Mezzago, segue un secondo cd contenente: il primo ep “Lubrificant For Your Mind”, brani del demo e apparsi su compilation, registrazioni di uno show a Radio Popolare, tracks pre-produzione dalle sessions de “Il Vuoto Elettrico” e “Full Fathom Six”.
Loris Zecchin, Solar Ipse

Tracce

wal001
Aprile, 1999
CD
13 tracks
71 minuti

Per essere il numero di esordio di una nuova etichetta questa compilation è battezzata con tutti i crismi del caso: inevitabilmente riflesso dei gusti di chi la gestisce ma anche programmatica dichiarazione d'intenti, nello specifico verso un suono di impronta marcatamente noise/wave con sotterranee ambizioni - diciamo così - sperimentali. I gruppi scelti sono la crema della specifica attualità italiana: notevoli i six minute war madness ed i collaterali a short apnea (con l'unico pezzo già edito) e i keen toy; buoni gli one dimensional man, i jinx, infranti e i crunch; sufficienti i cleft, gli atom pig neon, i sottopressione e gli splatterpink. Al solito sconvolgenti gli starfuckers - un po' fuori gioco in questo contesto - con la loro certosina opera di uccisione/celebrazione del suono. E veramente grandi i my cat is an alien (una band che se saprà gestirsi con oculatezza e modestia potrà fare cose grandissime in futuro) con un lungo delirio sinfonico-rumorista degno dei nomi più blasonati in del settore.difetti? Gli stessi delle molte scene italiane, ovvero l'eccessiva dipendenza da moduli e stilemi consolidati da tempo - ma è un "problema" generale di quasi tutto l'indie ascoltato recentemente. Ciò non toglie che come "stato dell'arte" italiana tracce rappresenti un perfetto riassunto di quanto bolle in pentola.
Stefano Bianchi, Blow Up